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L'alta valle del Salto, denominata Cicolano, deriva il suo nome dagli equicoli
che un tempo l'abitavano. Fin dalla tarda età Repubblicana, le popolazioni
stanziate nella nostra Valle furono identificate con questo nome.
Gli Equicoli, appartenenti al gruppo linguistico tosco-umbro, occupavano la
valle dell'Aniene la zona intorno al Fucino, la pianura Carsolana e la Valle del
Salto che costituiva la principale via di comunicazione tra le popolazioni del
Fucino, la Valle dell'Aniene, e della Pianura Reatina.
Dal 1984 la Soprintendenza Archeologica del Lazio sta portando avanti una serie
di campagne di scavo, indagini archeoligiche e ricerche di superficie atte a
determinare i principali momenti degli insediamenti nella Valle del Salto, ad
individuare le possibili forme di utilizzazione del suolo ed a delineare alcuni
aspetti che caratterizzavano la società locale. E' stata condotta
un'interessante campagna di scavo archeologico, finalizzata al recupero di una
necropoli di tombe databili tra il VI e la prima metà del V secolo a.C..
I primi insediamenti sono caratterizzati da alcuni villaggi all'interno della
piana di Corvaro che sembrano resistere fino alla prima Età Imperiale. Nella
stessa area si hanno le testimonianze più numerose di resti archeologici di
notevole importanza relativi all'età del Bronzo. Con la costituzione nel 1927
della provincia di Rieti, il cicolano, fino ad allora parte della regione
Abruzzo, venne incluso nel territorio della nuova Provincia.
Ne fanno parte i Comuni di Borgorose, Petrella Salto, Pescorocchiano e
Fiamignano. Questa zona, il cui passaggio è caratterizzato dalla presenza di
numerosi terrazzamenti di incerta attribuzione, attirarono l'interesse di alcuni
studiosi del secolo scorso. Nel 1990 sono state riportate alla luce strutture
murarie di età Medio-Repubblicana appartenenti al IV - III sec. a.C.. Nella metà
degli anni '50 in località S.Erasmo la chiesa della Madonna delle Grazie nacque
dalle Rovine di un'antica villa Romana.
Sempre nella piana di Corvaro, nella sua estremità occidentale sono state
rinvenute delle mura di cinta a forma poligonale ma la maggiore scoperta è
costituita dal "Montariolo", un monumentale Tumulo che si è conservato nel tempo
ed è situato ad un'altezza di 3,70 m. Lo scavo del Tumulo maggiore ne ha
riportato alla luce uno di minor dimensioni (circa 11 m. di diametro)
appartenente all'Età del Ferro (fine IX -VIII secolo a.C.) Le ricerche, che
proseguono tutt'ora, hanno inoltre rilevato la presenza si 110 tombe, le più
antiche delle quali databili tra VI e V secolo a.C. fanno pensare alla sepoltura
di individui armati.
Le ultime rinvenute, (si ipotizza di epoca Medio-Tarda età Repubblicana) sono
scavate nel banco di ghiaia sul quale è situato il Tumulo ma, al contrario delle
tombe più antiche vi si rileva una presenza maggiore di individui femminili e
bambini.
Resta a questo punto da stabilire se la presenza di questi individui interessa
comunità locali o se si tratti di tentativi intesi alla "Romanizzazione"
dell'intera valle.
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