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L'insediamento originario della zona dell'attuale Borgorose era Collefegàto, il
cui etimo significa letteralmente Colle dato in feudo, abbandonato per gran
parte agli inizi del secolo a favore del Borgo che era gradualmente cresciuto
lungo la strada. Successivamente si è perduto il significato del toponimo e
l'accento è slittato, modificandone e stravolgendone totalmente il senso, tanto
da indurre al cambiamento nel più anonimo nome attuale. Le origini del castello
sono ignote, l'etimo ci ha tramandato, però anche se per sommi capi, la storia
del colle concesso in feudo ad un ignoto personaggio da un Ente, laico o
religioso, anch'esso destinato a restare sconosciuto. Sull'altura infeudata fu
fondato in seguito l'insediamento fortificato che dominava contemporaneamente la
piana di Corvaro e la valle del Salto. Il castello, alla metà del XII secolo,
apparteneva all'ultimo conte di Rieti, Gentile Vetulo. Non si conoscono le tappe
successive e quali signori abbiano dominato sul castrum. Le successive notizie
risalgono in età angioina e successivamente, dopo diverse contese e scontri
armati, il castello di Collefegàto passò in possesso di Giuntarello da Poppleto
che fu coinvolto nelle lotte tra i Pretatti ed i Camponeschi, già protagonisti
delle precedenti contese, che si scatenarono in tutto l'Aquilano tra il 1379 ed
il 1381. Nei primi decenni del Quattrocento il contado di Corvaro passò ai
Mareri grazie al matrimonio di Francesco con Paola, figlia di Pietro da
Poppleto. Agli inizi del Cinquecento il feudo fu diviso a metà ed assegnato ai
due figli del Mareri, Giovanni e Giulio. Il castello restò in possesso della
famiglia fino al XVII secolo, anche se nel 1530 Carlo V investì Giovan Giorgio
Cesarini di metà del feudo.
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